Confagricoltura Vicenza ha avviato un dialogo con il comitato spontaneo di genitori e cittadini Genitori contro i Pfas in relazione all’inquinamento dovuto alle sostanze perfluoro-alchiliche, che riguarda quasi 100 Comuni tra i territori di Vicenza, Padova e Verona.

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Nell’incontro è stata espressa da ambo le parti la volontà di uno spirito di collaborazione nell’affrontare una problematica che vede sia gli agricoltori, sia i cittadini nel ruolo di parti lese, essendo gravemente danneggiati da una contaminazione di cui altri sono colpevoli.

“Con il comitato abbiamo ribadito il nostro impegno a mettere in primo piano, sopra ad ogni altra necessità, la salute dei cittadini – sottolinea Enrico Pizzolo, presidente di Confagricoltura Vicenza -. Siamo disponibili a dialogare e a valutare di intraprendere eventuali iniziative comuni. Il comitato, pur nella massima comprensione delle difficoltà incontrate dagli agricoltori dopo lo scoppio del caso Pfas, ci ha chiesto la massima attenzione e verifica sui prodotti che arrivano dalle nostre terre e dai nostri animali. Noi abbiamo assicurato vigilanza e responsabilità, assicurando che faremo il possibile per garantire la salubrità del cibo, anche affrontando scelte impegnative sotto il profilo economico come l’installazione di filtri nei pozzi e altri accorgimenti. Naturalmente, essendo noi la parte danneggiata in questa situazione, siamo pronti a costituirci parte civile con la Regione in un futuro processo ai colpevoli del disastro: riteniamo che i soldi per affrontare la contaminazione non vadano presi né dalle tasche degli allevatori, né attinti dal Piano di sviluppo rurale”.

Renato Battaglia, presidente del comitato, conferma: “Obiettivo comune è avere un territorio pulito e non contaminato. Dopo l’esplosione di questa vicenda, che ci ha trovati tutti spiazzati, ognuno è andato avanti per conto proprio, portando avanti singolarmente istanze che, invece, devono vederci più uniti per avere voce e peso su una questione che interessa un intero territorio. Molti genitori sono preoccupati per l’acqua e gli alimenti che vengono somministrati ai bambini. In questo senso stiamo lavorando sul fronte scolastico, come a Lonigo, dove siamo riusciti a ottenere l’acqua senza Pfas. Con Confagricoltura vorremmo collaborare sulla salubrità degli alimenti, muovendoci anche a livello regionale per cercare soluzioni politiche”.

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