Dal 12 marzo scorso il lavoratore che vuole dimettersi, deve farlo con una nuova procedura telematica obbligatoria  a pena di inefficacia.

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Tale procedura è prevista anche in caso di risoluzione consensuale.

Il nuovo obbligo è stato introdotto principalmente per  scongiurare il fenomeno delle dimissioni cosiddette “in bianco”.

In particolare, è stato previsto che i lavoratori intenzionati a rassegnare le dimissioni o a risolvere consensualmente il rapporto di lavoro si avvalgano esclusivamente di appositi moduli telematici resi disponibili dal Ministero del Lavoro attraverso il sito web istituzionale (che verranno inviati telematicamente anche al datore di lavoro e alla Direzione Territoriale del Lavoro competente).

La comunicazione telematica delle dimissioni può essere operata, oltre che direttamente dal singolo lavoratore , anche per il tramite di alcuni soggetti abilitati  -patronati, organizzazioni sindacali, enti bilaterali e commissioni di certificazione)- che trasmettono il modulo per conto del lavoratore.

Esclusioni

La procedura telematica per la comunicazione delle dimissioni e delle risoluzioni consensuali non si applica:

- ai rapporti di lavoro domestico

- alle dimissioni/risoluzioni consensuali delle lavoratrici madri soggette alla convalida presso la DTL competente

- alle dimissioni/risoluzioni consensuali intervenute nelle sedi di cui all'art. 2113, quarto comma, del codice civile (giudice, sede sindacale, commissione provinciale di conciliazione);

- alle dimissioni/risoluzioni consensuali intervenute nelle commissioni di certificazione

 

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