Il 28 aprile scade il termine per presentare un eventuale ricorso alla Commissione tributaria provinciale contro le variazioni colturali, la cui lista è stata comunicata dall'Agenzia delle Entrate nella Gazzetta Ufficiale del 30/12/2015. Si tratta dei terreni che hanno subito una variazione della coltura praticata, come dichiarato dagli interessati stessi in sede di compilazione della domanda di contributi comunitari.

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Infatti, accanto alla norma che impone l'obbligo di presentare un'apposita variazione all'Agenzia del Territorio ogniqualvolta la coltura di un terreno venga modificata rispetto a quanto presente in catasto, dal 2007 è previsto che questo adempimento sia sostituito dalla dichiarazione resa in sede di richiesta dei contributi; in pratica, i contribuenti non devono presentare alcuna variazione all'Agenzia del Territorio quando la coltura praticata sia stata correttamente dichiarata all'organismo pagatore dei contributi agricoli, perché l'aggiornamento dell'archivio catastale in questo modo si verifica automaticamente.

Sul sito internet dell'Agenzia delle Entrate è possibile consultare l'elenco delle particelle catastali che hanno subito variazioni. In caso di errori o incongruenze nell'attribuzione delle qualità di coltura, gli interessati possono presentare un ricorso entro 120 giorni dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, quindi, entro il 28 aprile.

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