PAC 2028-2034: Prima Conferenza regionale per l’agricoltura e lo sviluppo rurale. Il contributo alla discussione di Confagricoltura Veneto

Lo scorso 19 giugno, a Preganziol (TV), si è tenuta la prima Conferenza regionale per l’agricoltura e lo sviluppo rurale 2028-2034. Anche in Veneto è quindi ufficialmente iniziata la discussione sulla riforma della PAC proposta dalla Commissione UE un anno fa, insieme al bilancio dei sette anni della futura programmazione – il Quadro Finanziario Pluriennale (QFP). Come è noto, il progetto di riforma presentato dal Commissario all’agricoltura Christophe Hansen è stato fortemente contestato da Confagricoltura e da tutte le organizzazioni agricole europee, per le risorse limitate destinate al settore (294 miliardi di euro contro i 387 della programmazione precedente) e per l’inserimento dei fondi PAC in un Fondo unico gestito direttamente dagli Stati membri, che farebbe venir meno il valore strategico del settore a livello europeo.

La discussione istituzionale sul QFP 2028-2034 e sulla nuova PAC entrerà nel vivo nei prossimi mesi. Le principali tappe previste sono le seguenti:

  • 2026: anno di negoziazione e confronto tra Stati membri, Parlamento europeo e parti sociali, con accordo definitivo atteso per dicembre;
  • 2027: gli Stati membri elaborano i Piani di Partenariato Nazionali e Regionali (PPNR), che declinano a livello nazionale il quadro generale della PAC;
  • 1° gennaio 2028: avvio della nuova PAC, in vigore fino al 2034.

Confagricoltura Veneto ha contribuito alla discussione apertasi a livello regionale con le riflessioni che seguono.

Il contesto

Non era mai successo prima: questa riforma della Politica Agricola Comune coincide con una stagione di crisi e di incertezze, condizionata anche dal conflitto in Iran. Le aziende agricole stanno pagando il costo di un’inflazione che ha colpito in particolare i prezzi dei fertilizzanti e dei carburanti. A ciò si aggiungono la guerra dei dazi, il calo delle rese produttive dovuto ai cambiamenti climatici, lo stato di crisi di alcuni settori e il rischio di abbandono di alcuni territori rurali.

Risorse finanziarie e scelte nazionali

Sulle risorse destinate all’agricoltura – 294 miliardi nel bilancio UE, di cui 31 destinati all’Italia, a cui dovrebbero aggiungersi ulteriori 10 miliardi attraverso manovre di bilancio nazionali – e sul Fondo Unico, continueremo la nostra battaglia a Bruxelles. Se davvero si crede nel valore strategico della produzione agricola dell’Unione Europea, occorre dimostrarlo con i fatti: dotando la PAC di risorse adeguate e di un fondo dedicato.

Una volta stabilite le risorse, la nostra Regione avrà un compito molto impegnativo: orientare le scelte a livello nazionale per rispondere alle necessità dell’agricoltura e delle imprese agricole del Veneto. Le decisioni sugli interventi da attuare con la nuova PAC avranno infatti un’incidenza sostanziale sulle risorse destinate al nostro territorio.

La proposta della Commissione UE, se confermata, stravolge l’attuale impianto della PAC:

  • saranno eliminati i titoli storici;
  • l’aiuto degressivo ad ettaro, con capping a 100 mila euro, verrà differenziato in base ai territori, alla presenza di giovani e donne, alla dimensione delle aziende;
  • gli aiuti accoppiati potranno aumentare dall’attuale 15% al 25% del budget;
  • le “pratiche di protezione” (ex BCAA, come rotazioni e cover crops) e alcuni vincoli ambientali potranno essere compensati con aiuti agroambientali;
  • verranno introdotti nuovi strumenti per incentivare il ricambio generazionale.

Non si tratterà quindi solo di ripartire tra le regioni le risorse destinate allo sviluppo rurale, come avvenuto in passato. Siamo di fronte a una rimodulazione comp