Rentri. Escluse dal registro elettronico le aziende agricole che aderiscono al circuito organizzato di raccolta e le aziende con meno di 8 mila euro di volume d’affari

La legge di bilancio 2026, approvata dal Parlamento lo scorso 30 dicembre, contiene una semplificazione a favore delle imprese agricole molto importante, ottenuta con il pressante intervento di Confagricoltura.

Il comma 789 della legge esclude dall’iscrizione al Rentri (il nuovo registro elettronico dei rifiuti) le imprese agricole (di cui all’art. 2125 del c.c.) che hanno un volume d’affari inferiore ad 8 mila euro e gli imprenditori agricoli che adempiono al registro di carico e scarico con le modalità alternative, quali:

  1. conservando i formulari di trasporto per tre anni in ordine cronologico;
  2. conservando i documenti di conferimento ad un circuito organizzato di raccolta.

Rimangono obbligate all’iscrizione al Rentri le aziende agricole che producono rifiuti pericolosi e non rientrano nelle suddette categorie. Inoltre, si devono iscrivere le aziende che non rientrano nell’art. 2135 del c.c., quali ad esempio le agromeccaniche. Ricordiamo che la terza finestra di iscrizioni, si chiude il 13 febbraio 2026.