Etichettatura alimentare: proroga fino al 2026 per l’indicazione di origine
Il Decreto del 26 dicembre 2025 introduce una nuova proroga dei regimi sperimentali relativi all’indicazione dell’origine degli alimenti in etichetta. Una misura che conferma la volontà di garantire maggiore trasparenza ai consumatori, in attesa di un aggiornamento definitivo della normativa europea.
Cosa prevede il decreto
Il provvedimento, adottato dal Ministero dell’Agricoltura insieme al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e al Ministero della Salute, estende fino al 31 dicembre 2026 l’obbligo sperimentale di indicare l’origine delle materie prime su alcuni prodotti alimentari.
I prodotti coinvolti
La proroga riguarda in particolare:
- riso
- pasta di grano duro
- derivati del pomodoro e sughi a base di pomodoro
- latte e prodotti lattiero-caseari
- carni suine trasformate
Per questi alimenti resta quindi obbligatorio specificare in etichetta il Paese di origine o di provenienza delle materie prime principali.
Il contesto europeo
La decisione si inserisce nel quadro del regolamento UE n. 1169/2011, che disciplina le informazioni ai consumatori. Tuttavia, l’applicazione completa delle norme sull’origine è ancora legata a ulteriori sviluppi normativi a livello europeo, attualmente in fase di revisione.
Perché una nuova proroga
La misura si rende necessaria proprio in attesa della revisione delle regole europee. Nel frattempo, l’Italia continua a mantenere attivi questi regimi sperimentali per rafforzare la trasparenza, tutelare le produzioni nazionali, offrire ai consumatori informazioni più chiare.



