Il rimborso del credito IVA
In questi giorni si stanno compilando le dichiarazioni IVA relative all’anno 2025, che dovranno essere trasmesse all’Agenzia delle Entrate entro il 30 aprile. Per molte aziende la dichiarazione potrà presentare un credito IVA e dovranno quindi decidere come utilizzarlo. Sono possibili diverse alternative:
1) utilizzo in diminuzione di eventuali futuri debiti IVA derivanti dalle liquidazioni periodiche mensili o trimestrali del 2026;
2) utilizzo in compensazione nel modello F24 per pagare imposte o contributi;
3) richiesto a rimborso.
Queste alternative possono coesistere, cioè il credito può essere in parte richiesto a rimborso e in parte destinato alla compensazione nel modello F24.
Si ricorda che, per poter compensare oltre € 5.000 annui, è necessario che la dichiarazione IVA sia presentata con il visto di conformità rilasciato da un soggetto abilitato.
Per poter richiedere il rimborso, è anche necessario che sia presente almeno uno dei seguenti requisiti:
- a) aliquota media IVA delle vendite inferiore a quella degli acquisti
- b) acquisti di beni ammortizzabili (attrezzature ecc.)
- c) operazioni non imponibili (esportazioni o vendite intracomunitarie) superiori al 25% del totale delle operazioni effettuate
- d) cessazione dell’attività con relativa chiusura della Partita IVA
- e) nell’ultimo triennio, avere maturato ogni anno un credito IVA.
Per rimborsi superiori a € 30.000 è necessario attivare una polizza fidejussoria a favore dell’Amministrazione Finanziaria, o presentare la dichiarazione IVA munita del visto di conformità.



